Francesca Fialdini, vi racconto l'incubo della Fame d'amore

Dall'11/5, al via nuova docuserie di Rai3 su disturbi alimentari

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  • Dall'11/5, al via nuova docuserie di Rai3 su disturbi alimentari
  • (ANSA) - ROMA, 09 MAG - "Una volta una ragazza mi ha detto: l'unico complimento che accetto è che 'begli occhi che hai'.
        Perché gli occhi sono l'unica parte del corpo che non può ingrassare'". A raccontare è Francesca Fialdini, ogni domenica alle 17.35 su Rai1 con "Da noi… a ruota libera", ora al debutto anche con "Fame d'amore", docuserie in quattro puntate che da lunedì 11 maggio, in seconda serata su Rai3, affronta il tema del disturbo del comportamento alimentare. "E' uno dei disagi giovanili più diffusi e meno raccontati", spiega lei all'ANSA.
        "Solo in Italia ne soffrono 3 milioni di giovani, con oltre 8500 nuovi casi l'anno". Età media, 15-19 anni. "Un vero bollettino di guerra che il Coronavirus ha fatto ulteriormente aggravare", prosegue. Ma cosa rende oggi l'anoressia, la bulimia e le dipendenze da cibo così diffuse? Cosa alimenta l'ossessione per l'immagine e il corpo di tanti giovani donne e uomini del nostro tempo? Il programma, firmato da Andrea Casadio e prodotto da Rai3 con Ballandi, prova a cercare risposte tra le storie dei ragazzi di due comunità d'eccellenza, Villa Miralago di Varese e Palazzo Francisci a Todi, due luoghi dell'anima che accolgono e curano le ferite di queste patologie. "C'è chi dice che queste ragazze vogliono essere magre per assomigliare alle modelle come Kate Moss. Non è vero. Il ragionamento che divora chi soffre di anoressia, bulimia o di disturbo da abbuffata è togliere tutte quelle caratteristiche che possano aver un appeal sulla gente o su uno sguardo curioso - spiega la Fialdini - Puntano a scomparire. È un problema che ha a che fare con la crescita e gli affetti primari". Intanto si lavora già a un altro racconto, per l'estate. "Stiamo pensando a una versione speciale di Sconosciuti, sempre per Rai3 sotto il titolo Così è la vita - dice - Ci piacerebbe mettere insieme alcuni inediti. Anche per chiederci: ma noi italiani siamo ancora gli stessi di tre mesi fa?". (ANSA).