Festa Roma: Travolta fan folle fa flop e vuole rinascita

Dopo insuccesso di The fanatic attore firma con nuovi agenti

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  • Dopo insuccesso di The fanatic attore firma con nuovi agenti
  • In una carriera "incontri sempre alti e bassi, non sai mai come andrà un film" così John Travolta commenta in genere le montagne russe del suo percorso come attore. Ne ha parlato qualche giorno fa anche alla Festa del Cinema di Roma (dove è stato uno dei protagonisti più applauditi e generosi negli incontri con stampa e pubblico, ndr) che programma nella giornata conclusiva, dedicata principalmente a proiezioni/replica,, il suo ultimo thriller indie a basso budget, The fanatic di Fred Durst, per cui l'attore ha ricevuto un premio speciale dalla kermesse romana. "Non c'era stato modo di inserire il film nella stessa giornata della partecipazione di Travolta" hanno spiegato ieri nella conferenza stampa finale il direttore della Festa Antonio Monda e la presidente della Fondazione del Cinema di Roma Laura Delli Colli. Il film, diretto da Fred Durst più noto come leader dei Limp Bizkit, arriva dalla pessima accoglienza negli Usa, dove è stato il quarto pesante insuccesso al cinema di seguito per Travolta ( che da dopo il moderato successo internazionale di Le belve di Oliver Stone, con circa 83 milioni di incassi globali nel 2012, ha interpretato film, spesso low budget e indie, poco apprezzati da pubblico e critica). L'interprete di Pulp Fiction, candidato due volte agli Oscar e una all'Emmy (tre anni fa per la sua performance nei panni dell'avvocato di O.J. Simpson, Robert Shapiro in American Crime Story), ora sembra intenzionato a accelerare un'altra di quelle rinascite artistiche che hanno caratterizzato la sua carriera (in totale si calcola i suoi film abbiano incassato sopra i 4 miliardi di dollari): infatti ha deciso di affidarsi a nuovi agenti, firmando qualche giorno fa con la Icm, particolarmente forte nel creare progetti tv e rappresentante fra gli altri, di Shonda Rhimes, Ellen DeGeneres, Chris Rock e Christoph Waltz. In The fanatic Travolta è il 50enne Moose, ossessivo cacciatore d'autografi e di cimeli, che si guadagna da vivere esibendosi travestito da poliziotto inglese d'altri tempi sull'Hollywood Boulevard. E' un fan appassionato/stalker del divo di horror Hunter Dunbar (Devon Sawa), ma dopo alcuni incontri traumatici con il suo idolo, il precario equilibrio di Moose va in pezzi. L'uomo, entrato nella casa di Dunbar si scatena in atti sempre più maniacali (pubblicati anche sui social network) contro l'attore, che è pronto a vendicarsi con una spietatezza molto maggiore. Il film è scomparso subito dalle sale ed è stato stroncato dai critici, con qualche eccezione come John Anderson del Wall Street Journal o Zaki Hasan del San Francisco Chronicle, che hanno lodato la performance di Travolta. "Nella storia mi piaceva come sia il fan che la star superassero i limiti del comportamente accettabile&ndash ha spiegato a Hot Topics l'attore -. Con i fans personalmente sono stato fortunato e il film non vuole lanciare messaggi. Moose è un uomo/bambino che potrebbe avere qualche disturbo autistico e la star è un brav'uomo e un bravo padre ma si comporta male con il suo fan, e la storia arriva a sfociare in un horror".